La gestione patrimoniale

Una diversificazione d’investimento alternativo, la gestione patrimoniale

Ne avete sentito parlare spesso immagino, ma non avete alcuna idea di cosa possa essere.?

Cercherò di spiegarvelo sinteticamente e brevemente.

L’investitore in possesso di un capitale, ha come obiettivo quello di ricercare sul mercato le migliori soluzioni/opportunità di investimento possibili; ne avrà a disposizione molteplici che potrebbero apparentemente fare al caso proprio e, tra di esse, anche quella della gestione patrimoniale.

La gestione patrimoniale è un servizio di gestione del risparmio generalmente proposto dagli istituti di credito e dai consulenti finanziari e in grado di rivolgersi con particolare soddisfazione soprattutto nei confronti della clientela più esigente che è alla ricerca di rendimenti piuttosto interessanti e di condizioni di impiego personalizzate.

Optando per una gestione patrimoniale, il cliente potrà infatti scegliere tra la sottoscrizione della gestione patrimoniale mobiliare (più brevemente, GPM) che investe prevalentemente in azioni, obbligazioni e ETF, o sulla  gestione patrimoniale in fondi (GPF), che investe invece sui fondi comuni.

A sua volta, ognuna delle macro categorie che sopra abbiamo esposto può riservare centinaia di diversi rami, aprendo pertanto le porte a infinite occasioni di investimento da parte della clientela.

Le gestioni patrimoniali sono forme di investimento che permettono al risparmiatore di affidare, tramite un mandato, l’investimento del proprio patrimonio a un gestore (SGR, SIM e banche autorizzate a prestare questo servizio).

I servizi di gestione patrimoniale mobiliare (GPM) sono diventati sempre più interessanti per il risparmiatore che può delegare la gestione del proprio denaro a professionisti. La necessità di differenziare le gestioni proposte ha portato alla realizzazione di un ampio ventaglio di servizi estremamente diversi fra loro caratterizzati da differenti gradi di complessità, rischio e costo in modo da rispondere ai molteplici profili dei risparmiatori/investitori.

Come funzionano

Il cliente effettua un conferimento di denaro e nell’ambito di alcune linee guida più o meno vincolanti dà mandato alla banca di gestire il capitale con l’obiettivo di ottenere una rivalutazione dello stesso.

Differenze tra fondi comuni e gestione patrimoniale

L’aspetto più importante che contraddistingue la gestione patrimoniale è che a differenza del fondo comune – dove la gestione è collettiva – la gestione del capitale è individuale.

Nei fondi comuni il capitale partecipa a un monte collettivo in cui l’individualità del conferimento si smaterializza. Nella gestione patrimoniale invece esiste un conto intestato al cliente e tutte le operazioni sono registrate a nome del risparmiatore.

Il servizio di gestione patrimoniale quindi si colloca a metà tra un investimento in fondi e la gestione “fai da te”.

Questo perché nella gestione patrimoniale il risparmiatore, pur concedendo un mandato al gestore (che deciderà direttamente come e quando investire e disinvestire) indica le caratteristiche di gestione del capitale, il che rende personalizzabile il rapporto.

Nell’investimento in fondi comuni il risparmiatore non può suggerire le modalità di impiego dei capitali al gestore (può soltanto scegliere il tipo di fondo a lui più congeniale).

Solitamente i risparmiatori più preparati che si affidano alla gestione patrimoniale tendono nel medio lungo termine ad aumentare i suggerimenti/indicazioni di investimento ai propri gestori.

Proprio per queste caratteristiche con le GPM è richiesto al risparmiatore di possedere una certa competenza al fine di effettuare scelte consce e di indirizzare correttamente il gestore.

Trattandosi di un servizio di investimento personalizzato e non dell’acquisto di un prodotto standard, il portafoglio di ciascun cliente è potenzialmente diverso da quello di ogni altro e definito sulla base di un’analisi accurata delle esigenze e degli obiettivi di investimento.

Gestione patrimoniale, quali vantaggi?

Stabilire se sia o meno conveniente investire sulla gestione patrimoniale non è facilissimo, visto e considerato che si tratta di uno strumento molto flessibile e, come tale, in grado di prestarsi a tantissime declinazioni, non tutte identicamente soddisfacenti.

Ad ogni modo, per poter valutare coerentemente la convenienza di questo strumento di gestione del risparmio, non si può che riassumere brevemente quali sono i principali termini di benefit, iniziando dalla maggiore trasparenza rispetto ad altri prodotti di gestione del risparmio. Considerato che il cliente che ha sottoscritto il contratto potrà ricevere con cadenza regolare un report completo di tutte le operazioni compiute dall’intermediario, con indicazione della quantità e delle quotazioni dei titoli acquistati.

Inoltre, il cliente potrà godere di un maggiore e più puntuale monitoraggio sugli asset su cui investire, valutato che fornirà delle istruzioni ben vincolanti al gestore, autorizzandolo di fatto a comprare certi titoli o imponendogli di non farlo.

Oltre a non dover pagare nessun sovrapprezzo, qualora decideste di affidare i vostri risparmi in gestione otterreste degli importanti vantaggi dal punto di vista fiscale. Gli investimenti effettuati con Gestione Patrimoniale saranno infatti tassati sotto il regime  di tassazione “gestito”. La peculiarità di quest’ultimo rispetto al “regime amministrato”, è la possibilità di compensare le plusvalenze e le minusvalenze generate dai titoli in portafoglio.

Ma allora investire i propri denari in una Gestione patrimoniale conviene o no?

La gestione patrimoniale è un’ottima scelta per quei clienti dotati di una discreta capacità di investimento, e le cui disponibilità finanziarie sono talmente consistenti da non determinare alcun problema nell’immobilizzare e nell’investire in un orizzonte di medio-lungo termine cifre anche piuttosto importanti.

Vi aspetto per un confronto diretto.

 

Giuseppe Iacobuzio Consulente Finanziario



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