La Cina e le commodity

La Cina è vicina

“La Cina è vicina” come titolava un noto film degli anni ‘60. Ma cosa c’entra nell’ottica di un investimento futuro?

Cerchiamo di capirne di più a riguardo.

Ne sentiamo parlare spesso ma in realtà riusciamo a capirci ben poco. Ecco una view su questo paese tanto lontano quanto sconosciuto e su ciò che comporta a livello di contributo alla crescita della nostra economia.

Recentemente, alcune preoccupazioni sul rallentamento della crescita cinese si sono riflesse negativamente sui mercati delle commodity. Cosa sono le commodity?

Intendiamo la materia prima che costituisce un fondamentale oggetto di scambio internazionale per esempio il petrolio, il carbone, il caffè ecc.

Ritornando a noi, ma cosa comporta il rallentamento dell’economia cinese e l’effetto che essa può avere sul mercato delle commodity?

L’entità di tale effetto dipende principalmente dalla crescita ciclica cinese; Pechino ha raffinato la sua politica di gestione della domanda per bilanciare il sostenimento della crescita e l’implementazione delle misure di riforme strutturali e riduzione del debito. Ciò comporta una stabilizzazione del PIL che difficilmente scenderà nel breve.

La politiche fiscale e monetaria del paese è in una fase di stallo, tutto ciò perché il merito della Cina è stato quello di essere riuscita a forzare la riduzione di debito, senza aver finora inflitto un costo pesante all’economia, il ritmo di crescita del PIL è diminuito e il rischio sistemico è stato contenuto. Analizzando i vari comparti di mercato, notiamo come il mercato immobiliare della Cina è in calo, ma non sta crollando, per cui nel settore infrastrutture, ciò ha permesso ai costruttori di proseguire la loro attività, anche se con vendite deboli. La crescita nel settore edile potrebbe rallentare ulteriormente ma non dovrebbe minacciare l’obiettivo ufficiale di crescita del PIL del 6,5%.

Le commodity collegate al settore come ferro e acciaio, ovviamente, sono fortemente influenzate dall’attività edile, per cui le importazioni di metallo nel paese sono crollate.

L’indebolimento del ciclo edile cinese non è quindi una buona notizia per i prezzi dei metalli. Ma, mentre l’offerta interna si è limitata, la domanda di metalli non è però diminuita, e questo ha creato un rallentamento nel settore metallifero che ha aiutato a prevenire il crollo dei prezzi.

Il ciclo edile della Cina non è fondamentale solo per la domanda dei mercati emergenti che esportano commodity ma guida anche una larga parte delle esportazioni dei mercati sviluppati. USA, Europa e Giappone, paesi facenti parte del G3, che sono tra i principali esportatori in Cina.

Ad ogni modo, un moderato rallentamento dell’attività edile in Cina potrebbe non causare alcun danno serio alla crescita dei mercati sviluppati. Se analizziamo bene gli eventi, noteremo che la crescita USA ha sofferto nel 2015, ma principalmente a causa del collasso dei prezzi del petrolio, che hanno impattato gli investimenti energetici domestici.

L’impatto ciclico del rallentamento economico della Cina sui prezzi delle commodity sarà, quindi, probabilmente moderato; il rischio per tale mercato risiede piuttosto nella combinazione tra rallentamento cinese, fluttuazioni del prezzo del petrolio e altri rischi geopolitici, come l’instabilità politica in Europa e i conflitti commerciali tra gli USA e i propri partner.

La domanda cinese di commodity sta attraversando un passaggio strutturale dai metalli verso l’energia e i prodotti alimentari, orientando l’economia da una crescita basata sugli investimenti a una guidata dal consumo. L’obiettivo economico dichiarato del paese rimane la qualità della crescita piuttosto che la crescita assoluta, infatti la domanda cinese si sposterà verso l’energia e i prodotti alimentari di alta qualità, grazie all’aumento dei livelli salariali.

Anche il consumo energetico pro capite in Cina è sceso, ma non tanto quanto la domanda di acciaio. Infatti, nonostante ci siano meno richieste da parte dei settori edili caratterizzati da un uso intensivo dell’acciaio, la domanda energetica dei nuovi segmenti e della nuova economia, dominata da consumo domestico, trasporti, servizi, computer, commercio e finanza, è cresciuta, bilanciando il declino della domanda della vecchia economia.

Gran parte dell’economia cinese si basa sul carbone proveniente dall’offerta interna, quindi la nuova domanda energetica non impatterà totalmente i mercati internazionali nel medio termine, ma tale situazione cambierà nel lungo termine, poiché la Cina si sta muovendo dall’inquinante carbone verso un’energia pulita. Allo stesso tempo, il petrolio sarà una fonte energetica sempre più importante. La Cina importa già metà del petrolio di cui necessita e una quota crescente di gas naturale. La pressione cinese esercitata sull’offerta economica globale aumenterà nei prossimi anni, a meno che non vengano implementate severe politiche restrittive per la conservazione dell’energia. In altri termini, la Cina sarà una forza positiva per i mercati globali di petrolio e gas nel lungo periodo.

La Cina sta inoltre vivendo un cambiamento strutturale nella domanda di prodotti petroliferi raffinati, in passato molto richiesti per i distillati pesanti, come il diesel e l’olio combustibile, utilizzati per l’industria pesante e gli autocarri. Ma, siccome la struttura economica del paese si è discostata dalla crescita basata principalmente sugli investimenti industriali, la domanda di diesel è decisamente rallentata dal 2013, quando il settore terziario (che rappresenta la nuova economia basata sui servizi) ha superato quello secondario (che rappresenta la vecchia economia basata sull’industria). Al contempo, la domanda di carburante è salita, guidata dal numero di automobili che, nella nuova economia, aumenta inesorabilmente.

Infine, ma non per importanza, si prevede che la domanda cinese per un’alimentazione di migliore qualità, che include cereali, carne e latticini, crescerà bruscamente in seguito all’incremento generale dei salari.

Come per la domanda energetica, la Cina incrementerà la pressione della domanda per il settore dell’alimentazione di alta qualità del mercato agricolo globale, poiché la produzione domestica è ora sempre più limitata dalla mancanza di terreno coltivabile.

Nonostante questo, la principale variabile da osservare in termini di impatto della domanda alimentare cinese sul mercato agricolo globale è il ritmo dell’aumento futuro dell’offerta interna dovuto alla tecnologia per migliorare i raccolti.

Tutto ciò per sottolineare la fondamentale importanza che rivestono i piani industriali, economici e politico-sociali della Cina nel determinare i mercati internazionali in ogni ambito, non da ultimo quello degli investimenti.

Ti aspetto per approfondimenti.
Giuseppe Iacobuzio Consulente Finanziario



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