Febbre da Bitcoin: strumento finanziario, Moneta o strumento speculativo?

Febbre da Bitcoin.
Strumento finanziario, Moneta o strumento speculativo?

Il Bitcoin, la chiave di un guadagno lauto e immediato o principio di bolla speculativa?

Siamo quotidianamente tempestati da nuovi termini come Bitcoin, Criptovalute, Ethereum, Litecoin e chi più ne ha più ne metta. Facciamo allora un pò di chiarezza. Con il termine bitcoin viene identificata una moneta alternativa creata da un tizio anonimo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. I media sono letteralmente impazziti, come se fosse la panacea di tutti i mali, ecco la nascita di una nuova moneta. La moneta che cambierà il mondo.

“Virtual currency” in inglese. In realtà è un termine errato, perché non esistono monete virtuali. Ci sono delle monete e, separatamente, ci sono cose virtuali. Ovvero sono  “commodities”, degli oggetti, ma non delle monete. Una moneta è qualcosa di molto preciso: c’è una moneta, un popolo, della gente che lavora. La moneta virtuale non si sa da dove viene, né dove va, né come funziona….utilizzarla non dà alcuna garanzia. O meglio, si sa come funzionano e lo riassumo in poche righe, visto che la lettura potrebbe risultare alquanto noiosa. Una prima differenza, sta appunto nei termini, per convenzione il termine Bitcoin con la lettera maiuscola iniziale indica la tecnologia utilizzata, mentre se minuscola si riferisce alla moneta in sé.

Il Bitcoin viene definito come un sistema a blocchi, un database attraverso i vari blocchi e una chiave di crittografia per gestire la parte funzionale, come ad esempio la proprietà dei bitcoin. Immaginiamo una catena a blocchi in cui il blockchain è un registro pubblico su cui si basa tutta la catena. Immaginiamo, poi, dei nodi che costituiscono il nostro database. I collegamenti tra i vari nodi che rappresentano, ad esempio, la proprietà dei blocchi. A differenza delle valute a corso legale, i bitcoin hanno la caratteristica che nessuno può controllarne il valore a causa della natura decentralizzata del metodo di creazione della valuta stessa. La valuta è limitata a priori, infatti i trasferimenti sono definiti come un semplice cambio di proprietà della valuta e senza l’utilizzo di un ente esterno di supervisione tra le parti. Tutto ciò avviene attraverso la trasmissione della transazione ai nodi più vicini. Il loro numero totale tende a 21milioni, il loro valore è determinato dalla domanda e offerta e tali dati possono essere salvati su un qualsiasi PC sotto forma di portafoglio virtuale. La mancanza di un ente centrale di supervisione, rende impossibile a tutte le autorità, il blocco dei trasferimenti e il sequestro.

Si parla molto di bitcoins in questi giorni. Ancor più dopo il debutto del future sul bitcoin al Chicago Board Options Exchange (Cboe). I nostri clienti ci fanno sempre più domande sul tema. Certuni vorrebbero investire sui bitcoins, altri probabilmente lo hanno già fatto tramite trackers.

Qual è il mio consiglio?

Stiamo parlando di una moda. Non avrà nessun valore, a meno che un giorno non ci si accorderà  per dargliene uno. Altre cose come l’oro, per esempio, hanno un valore senza essere considerate necessariamente come un investimento. Il Bitcoin, invece, fa ricordare la mania dei tulipani e la conseguente bolla esplosa in Olanda attorno al 1640.

In realtà, paghiamo tuttora per l’acquisto dei tulipani, che in alcuni casi costano di più. Il Bitcoin potrebbe dunque sgretolarsi del tutto, come una costruzione di lego ed essere dimenticato, ma potrà esistere ancora per molto tempo.

La tecnologia sta facendo passi da gigante, si cerca in tutti i modi di sfruttarla per rendere tutto digitale. Anche ciò che abbiamo sempre ritenuto importante, la moneta. Importante perché tangibile e spendibile sopratutto. Non siamo ancora pronti a tutta questa tecnologia e né tantomeno ad investire in criptovalute. Ma poi, investire in qualcosa che non esiste? Credo che ci sia una buona fetta di criptoinvestitori, lasciatemi coniare questo termine, che sia ammaliato dal forte incremento di valore derivante dall’acquisto di questa “moneta”. Banche d’investimento stanno vietando l’utilizzo di bitcoin ai loro dipendenti e stati come la Cina e Corea del Sud stanno bandendo. La battaglia è appena iniziata.

Giuseppe Iacobuzio Consulente Finanziario



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